Circa Antonella Selva
Bolognese, classe 1960. Non ha fatto studi artistici ma letterari, tuttavia è cresciuta in mezzo all'arte applicata, poiché il padre si occupava di restauro di cornici antiche e le insegnò, ancora bambina, la tecnica della doratura a foglia e ad intagliare il legno. Il fumetto è il suo linguaggio più autentico, essendosi formata negli anni in cui esso rappresentava uno dei mezzi espressivi più caratterizzanti della gioventù e nella città che ne è stata una delle capitali indiscusse, in ambito italiano e anche internazionale.
Oggi l'amore per l'artigianato, il fatto a mano, continua a orientare le sue scelte tecniche: la sua tecnica d'elezione è la china a pennello, e l'acquarello - non lavora in digitale.
L'approccio con il disegno è stato da sempre "narrativo": le sue immagini non possono prescindere dal senso che acquisiscono nel quadro di una narrazione.
La militanza nelle file della nuova sinistra, negli anni '80 e '90, le ha aperto la strada verso esperienze importanti e profondamente formative: il Nicaragua, la Palestina, l'Iraq, la scoperta del mondo arabo e dell'Islam, l'esperienza settennale nel consiglio comunale di Bologna, il mondo parallelo dell'immigrazione.
Per lei non avrebbe senso disegnare e narrare senza aver vissuto queste esperienze, che ora premono per essere restituite sotto forma di storie e danno conto di un esordio indubbiamente "tardivo", ma radicato nella propria storia.
Raccontare per lei non può essere disgiunto dall'agire e infatti ha messo l'esperienza maturata al servizio di progetti di cosviluppo in Marocco e di integrazione interculturale a Bologna, insieme al suo ex marito e compagno di vita per 23 anni, Mohamed Rafia Boukhbiza, padre dei suoi due figli e tutt'ora amico sincero, attraverso l'associazione bolognese Sopra i ponti, di migranti marocchini che vogliono essere protagonisti nel loro paese d'origine come nel loro paese d'adozione.
Ha al suo attivo, per la bolognese Edizioni Nuova S1, collana Il Girovago, i graphic novel Cronache dalle periferie dell'impero (2018) e Femministe, una storia di oggi, (2015), e due storie brevi nei fumetti collettanei Come il Titanic, (2014), e Il mio viaggio fino a te, (2012), quest'ultimo frutto di un laboratorio espressivo con migranti condotto dall'associazione Expris Comics.
Nel 2013 ha fatto parte, insieme a Expris Comics, del primo gruppo di autori che hanno inaugurato il progetto di contaminazione tra fumetto e teatro Diari da uno spettacolo, frutto della collaborazione tra Nuova S1/Il Girovago e la compagnia teatrale Cantieri meticci.
Tra le sue ultime produzioni sono da ricordare le illustrazioni per il volume Arrivano le Film, di Elisabetta Lodoli, per la collana Fattarelli Bolognesi: storie della storia di Bologna n. 6, edito da Minerva edizioni nel 2020.