[di E. Miramondi]
Reading Globale

[Locandina evento Palestinesi sono i tuoi occhi]
Paesi aderenti (aggiornato al 04/10/2026):
Argentina – Belgio – Cile – Cipro – Colombia – Francia – Gaza – Giordania – Grecia – Irlanda – Italia – Korea del sud – Messico – Paesi Bassi – Regno Unito – Nuova Zelanda – Palestina – Polonia – Portogallo – Spagna – Svizzera – Sudafrica
Questo progetto, in tutta la sua genesi, è una di quelle iniziative che davvero aprono il cuore.
Un segno tangibile che la resilienza di un popolo non solo può tenere viva la speranza ma che spesso può tradursi in azioni di grande impatto anche emotivo.
“Continuate a parlare di Palestina”, così scriveva in una lettera arrivata postuma, Hossam Shabat, giornalista di Gaza ucciso il 24 marzo 2025, una lettera che ancor oggi mi infiamma di rabbia e allo stesso tempo mi deprime; possibile che non ci sia modo di fermare la mano degli assassini? Fermare quella loro ferocia inarrestabile e inumana? E come potrà mai la Palestina disseppellirsi dalle tonnellate di macerie e polvere.. E dai suoi morti?
Palestina, una fenice che si libera dalle sue ceneri e riparte in volo. Che straordinario sogno di giustizia e libertà sarebbe! Per tutti noi.
Eppure “Palestinesi sono i tuoi occhi”, alimenta quel sogno, e lo rende forte attraverso le narrazioni.
Ha il sapore dolce-coriaceo Sumud, di chi strige i denti ma non smette mai di dispiegare i suoi sogni. Fa scuola sotto le bombe, muore affamato, scorticato, privato delle cose più elementari ma la sua dignità resta intatta ed è ancora capace di poesia.
“Palestinesi sono i tuoi occhi” nasce là, dove si dissolve tutto, sommerso dalle macerie e dai morti di Gaza.
Sembrava cosa morta, ma così non è stato ed è così che un progetto piccolo è diventato qualcosa di imponente.
Dove a vincere è stata la solidarietà e la straordinaria volontà di proseguire senza mai mollare. Ed è questo l’insegnamento da trarne.

[Presentazione dell’evento presso il LOCK di Milano – foto di E.Miramondi]
Premessa in ricordo di Abraham “Odysseus” Saidam:
Dopo il trionfale debutto a Gaza City dello spettacolo All That’s Left to ME, avvenuto il 7 gennaio 2023 in una sala gremita, il progetto sarebbe dovuto procedere con una tournée di un mese in Italia. Milano, Genova, Siena, Roma e Bologna erano state predisposte come tappe di un percorso artistico che avrebbe dato ai giovani attori della Compagnia ANQA la possibilità di raccontare la propria storia e far sentire la propria voce al di là dei confini della Palestina.
L’arrivo in Italia era stato previsto per il 10 ottobre 2023.
Ma l’inizio dell’attacco israeliano contro la Striscia di Gaza ha cambiato tutto.
Da quel momento, il viaggio è diventato irrealizzabile e nell’arco di poche ore il sogno si è tramutato in un incubo.
Il 15 ottobre ci è arrivata una notizia sconvolgente: Abraham Saidam, interprete di Odisseo in All That’s Left to Me, era stato ucciso dalle bombe israeliane.
Il nuovo progetto della compagnia: Palestinesi sono i tuoi occhi
Dopo un lungo periodo di profondo sconforto, gli artisti della compagnia hanno compreso che il modo migliore per rendere onore ad Abraham sarebbe stato resistere, continuando a promuovere il loro lavoro teatrale.
Sostenuti da questa consapevolezza, nonostante le bombe che hanno continuato a piovere ininterrottamente e le condizioni ai limiti della sopravvivenza, hanno deciso di dar vita a un nuovo spettacolo.
Un racconto dell’immane tragedia vissuta dal proprio popolo. Un grido di disperazione, che non tagli la strada alla speranza.
E se le circostanze esterne non permettono loro di tornare sul palco, niente potrà mai impedire che essi possano narrare le proprie storie attraverso la scrittura.

[Presentazione dell’evento presso il LOCK di Milano – foto di E.Miramondi]
L’ispirazione principale proviene dai testi di Ghassan Kanafani, uno degli autori più amati dalla compagnia, come dimostra il titolo del precedente spettacolo e in particolare “The Stolen Shirt”, scelto per la sua profondità e forza narrativa.
Le autrici e gli autori hanno avuto piena libertà espressiva. Alcuni testi hanno un carattere biografico, altri si sviluppano attraverso l’invenzione allegorica, mentre altri ancora contengono un forte messaggio politico. Pur differendo per stile e genere, tutti offrono, in modo più o meno diretto, una visuale su Gaza colta attraverso gli occhi di giovani donne e uomini per i quali questa terra è in senso lato la loro casa, oikos, il luogo che non intendono lasciare o nel quale sono determinati a fare ritorno.
Il progetto mira a mettere in scena questi testi in un reading teatrale simultaneo e diffuso il 15 ottobre 2026.
Un atto di testimonianza
Il teatro ha sempre avuto il potere di raccontare ciò che spesso rimane inascoltato. Con Palestinesi sono i tuoi occhi, vogliamo dare voce a chi vive una realtà che il mondo conosce solo attraverso frammenti di notizie, spesso filtrate da interessi politici e di propaganda. Questo spettacolo nasce dall’urgenza di raccontare, non solo attraverso storie biografiche, ma anche con racconti inventati che riescano a trasmettere la tragedia vissuta dal popolo di Gaza.
Palestinesi sono i tuoi occhi è più di uno spettacolo teatrale: è un atto di testimonianza, un ponte tra mondi lontani, un’opportunità per ascoltare voci che altrimenti rimarrebbero in silenzio. Attraverso la scrittura e la rappresentazione, queste storie diventano memoria viva, un grido che attraversa il muro e arriva diretto, senza filtri, senza censure.
Invitiamo realtà culturali e spazi sociali ad aderire alla messa in scena simultanea del 15 ottobre 2026.
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