[Di Roberto Dominici]
Dal sito: “IL DIALOGO di MONZA-La provocazione del bene”

[La magia della Musica, concerto dei Doré Quartet. Foto di E. Miramondi]
Nasce dal bisogno di esprimere emozioni profonde, comunicare senza parole e dare un senso alla vita attraverso i suoni, condividere gioia, dolore e stati d’animo.
Essa possiede anche un enorme potere terapeutico che soprattutto negli ultimi decenni, viene sempre di più utilizzato in contesti assistenziali, di cura e riabilitazione nell’ambito della fragilità.

[Accenno di uno spartito, foto E. Miramondi]
Oltre 14 anni fa, nel 2012, nel contesto del servizio di Alzheimer cafè di Lissone, realizzato da ARAL APS in collaborazione con AVO, AUSER ed altre associazioni di volontariato operanti in Brianza, sono stati introdotti vari tipi di interventi non farmacologici, psicosociali.
Tra questi l’approccio musico-terapeutico insieme alla danzaterapia la disciplina che utilizza il corpo e il movimento creativo come strumenti di cura, espressione e integrazione psicofisica avvalendosi della musica con il ritmo e i suoni per aiutare a canalizzare le emozioni, stimolare l’immaginazione e organizzare il movimento, sono stati riconosciuti tra quelli di maggiore efficacia nei laboratori rivolti alle persone con demenza.

[Valentina Volpe Andreazza. Foto di repertorio tratta da web]
L’iniziativa sfrutta il potere evocativo della musica e del canto come ponte per risvegliare emozioni e memorie profonde e la socializzazione degli ospiti della struttura.
Gli effetti e l’influenza della musica sugli esseri umani, hanno trovato negli ultimi anni una base scientifica biofisica e sub-molecolare che ha permesso di analizzare le interazioni fisiche tra onde e vibrazioni sonore e componenti molecolari dell’organismo biologico.
Sulla base di studi effettuati anche in Italia dal gruppo del prof. Carlo Ventura, medico e biologo molecolare che lavora presso la scuola di Medicina dell’Università di Bologna, le molecole e le componenti cellulari agiscono come oscillatori elettromeccanici che vibrano e interagiscono nello spazio.
Le vibrazioni sonore e le frequenze fisiche possono risuonare con queste strutture biologiche, offrendo nuove vie per la medicina rigenerativa senza l’uso esclusivo della chimica.
Le molecole sono cariche elettricamente e, muovendosi, generano campi elettrici ed elettromagnetici oltre a vibrazioni meccaniche gli oscillatori molecolari interagiscono e si riconoscono a distanza vibrando “in fase”, grazie a una rete intracellulare di microtubuli e actina.
Questa rete modifica la propria rigidità per dissipare o armonizzare le differenze vibrazionali tra le molecole.

[Propagazione delle onde sonore. Immagine costruita in AI]
Questi ricercatori hanno usato un microscopio a forza atomica per registrare e amplificare i movimenti o firme vibrazionali delle pareti cellulari (oscillazioni nanomeccaniche) trasformandoli in suoni udibili.
Il suono è un’onda meccanica che si propaga facendo oscillare le molecole del mezzo (come aria o acqua) senza spostarle in modo netto.
A livello microscopico, le molecole e gli atomi stessi vibrano continuamente per natura, e l’arrivo di un’onda sonora trasferisce energia cinetica amplificando o influenzando queste oscillazioni.

[Immagine contrazione rarefazione onda sonora. Immagine ottenuta in AI]
Gli atomi legati nelle molecole vibrano a frequenze altissime (milioni di volte superiori a quelle udibili dall’orecchio umano), paragonabili a note acutissime dettate dal peso degli atomi e dalla rigidità dei legami.
Questo tipo di studi si avvale di tecniche di analisi molto sofisticate oltre la microscopia a forza atomica come la spettroscopia Raman che permette di illuminare un campione con un raggio laser; essa sfrutta il principio della diffusione anelastica della luce (scattering Raman): la maggior parte dei fotoni rimbalza con la stessa energia, ma una minima parte scambia energia con le molecole, generando un’impronta digitale chimica unica.
L’energia sonora e le frequenze musicali possono essere recepite dalle cellule e guidare il differenziamento delle cellule staminali.
Stimolare le cellule con frequenze adeguate apre alla possibilità di riprogrammare i tessuti e indurre processi di autoriparazione biologica.
Dinanzi a noi si rivela tutto un universo fatto di “melodie” cellulari e vibrazioni armoniche che rivelano ancora una volta la meraviglia della macchina biologica umana.
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