[di E. Miramondi]

Mostra Prospekt Palestine Project Activestills, Fabbrica del Vapore

[Mostra Prospekt Palestine Project Activestills, Fabbrica del Vapore, foto E.Miramondi]

“Siamo tre fotoreporter dell’agenzia Prospekt di Milano, un gruppo di fotografi internazionali indipendenti il ​​cui obiettivo è raccontare storie significative su temi di attualità e curare e promuovere progetti con una visione e un approccio documentaristico e umanistico. Da anni, siamo testimoni di eventi internazionali, credendo nel potere delle immagini di sensibilizzare l’opinione pubblica e contribuire a una maggiore comprensione degli eventi storici contemporanei.”

E’ questo l’inizio della presentazione del progetto Prospekt Palestine che trovate integralmente a questo [link].

Un progetto tutt’altro che banale, avviato da tre fotoreporter professionisti, davvero molto bravi, di cui si riportano le relative schede: [Francesco Giusti], [Pietro Masturzo], e [Samuele Pellecchia], dove i loro occhi certamente documentano con sguardo professionale, ma anche con un grande senso di umanità.

E, visto il loro impegno, non poteva essere altrimenti!

Un presupposto di solidarietà e desiderio di opposizione su quanto è in atto in Gaza e nella Palestina tutta, che si allarga diventando concreto supporto, in particolar modo verso i colleghi fotoreporter palestinesi che l’IDF ha tentato in ogni modo di mettere a tacere, ammazzandone un numero impressionante, in costante aumento.

L’IDF non si limita all’omicidio sistematico di tutti i fotoreporter palestinesi, ha anche chiuso ermeticamente le zone ad ogni tipo di contatto documentale in ingresso e uscita in una costante e progressiva azione volta a nascondere, distorcere, il genocidio in atto e cambiarne la narrazione.

Per contro, grande e coraggiosa rimane l’azione di chi, su campo, documenta la verità raccontando con le immagini una tremenda realtà che altrimenti rimarrebbe invisibile.

Il linguaggio dell’immagine come strumento di documentazione su quanto accade.

Narrare gli accadimenti rendendoli noti al mondo, a costo della stessa vita, ma anche strumento di resistenza;

atti di denuncia affinché sia ben chiaro a tutti quanto è in essere, senza ombra di dubbio.

Un linguaggio reale che investe le coscienze del mondo, per quanto queste siano ai minimi termini, impedendo il fluire di un’ipocrisia strisciante e in barba a chi ha deciso di far tacere la verità, di mistificarla e deformarla a proprio uso e consumo. 

Il progetto Prospekt Palestine si sta attuando su più fronti. Su campo, in prima persona, essendo essi stessi in primis dei fotografi e di seguito: 

  • Dando il giusto rilievo e la più ampia visibilità alle immagini documentali eseguite dai fotoreporter in Gaza e nei territori sotto occupazione. E questo sta avvenendo tramite una bella e toccante mostra fotografica itinerante che ha aperto i battenti il 3 di Maggio al “LIFE Theatre Arts Media Festival” presso la Fabbrica del Vapore di Milano, per poi proseguire al “Festival Up To YOU” all’Auditorium di Bergamo, attualmente e fino al 14 di Giugno si trova presso Il Palazzo delle Paure di Lecco e sarà dal 4 al 22 di Luglio presso il Palazzo Ducale di Genova.

Locandina Mostra Prospekt Palestine Project Activestills, Fabbrica del Vapore

[Locandina Mostra Prospekt Palestine Project Activestills, Fabbrica del Vapore]

Noi del Gruppo Culturale “I Cünta Sú” siamo stati alla Fabbrica del Vapore e devo dire che, nonostante conoscessimo già alcune delle opere esposte e avessimo già avuto modo di presentare su Enfleurance l’opera di uno dei partecipanti, Mohammed Zaanoun, beh… il cuore batteva forte!

E… ci sentiremmo davvero onorati se riuscissimo a convincere gli organizzatori a portare la stessa mostra, in autunno/inverno, in un Centro Sociale come il Kasciavit, luogo di incontro per un pubblico giovane.

  • Altri atti fondamentali sono stati la raccolta e la catalogazione di materiale sia fotografico che di filmati oltre che raccolta di testimonianze per la realizzazione di un documentario che ben racconta cosa è significato e cosa lo è a tutt’oggi svolgere il ruolo di fotoreporter in Palestina.
  • Mostra è materiali documentali per dar vita a dibattiti sul tema. Per allargare la conoscenza su quei temi e non permettere che non se ne parli più. Mantenere alta la soglia dell’attenzione impiegando lo strumento immagine. Immagine come atto di resistenza ma anche di autodifesa perché il continuare a rendere testimonianza è strumento di sopravvivenza; certo gli assassini continuano indisturbati la loro opera genocidaria ma non di colpo. La pressione mediatica gli impedisce di attuare una politica ancora più estrema, più feroce. A tal fine Prospekt Palestine si propone di attuare corsi di fotografia tra i giovani proprio come mezzo di racconto e di autodifesa.

Per sostenere quanto ha in atto Prospekt Palestine  ha avviato una campagna di autofinanziamento e chi volesse dare un contributo anche minimo lo può fare cliccano a questo LINK.

Personalmente rimango sempre piacevolmente stupito, persino affascinato, quando mi imbatto in situazioni in cui grandi competenze si legano alla passione per il proprio lavoro e ad un grande senso di giustizia. Perché e da questa straordinaria alchimia che nascono idee potenti, capaci di fare davvero la differenza.

Mi vengono in mente esempi straordinari, d’eccellenza, uno su tutti, Gino Strada con Emergency.

Ma anche a persone come Ahmad Mui Abu Amsha, musicista, compositore in Gaza, persona leggendaria, simbolo di resistenza e speranza che insegna ai bambini sfollati, tra le macerie, a suonare e cantare.

La musica come cura per i bambini di Gaza, come forza per resistere, per non soccombere travolti dal quel caos senza fine che li sommerge.

Un voler fare mettendosi in gioco, un partecipare attraverso ciò di cui si è più capaci, mettendoci competenza, passione e cuore. 

Dare un contributo vero in un mondo che molto spesso appare sordo e cieco e dove solo la società civile, quella spontanea delle persone che non vogliono chiudere gli occhi, sa ancora contrastare.

E così assistiamo a veri e propri miracoli di solidarietà come i campus in Cisgiordania, per i bambini, o la scuola di gomme d’auto, frutto di un lavoro congiunto tra volontari e architetti di Vento di Terra; 2200 pneumatici assemblati per diventare aule, costruite con criteri di “non costruzione”, criteri imposti dagli occupanti israeliani in area C. Costantemente a rischio demolizione ma per ora ancora in piedi.

Bene.

Prospekt Palestine nasce e si sviluppa lungo questo filone: belle persone, grande professionalità ed un fine straordinario. Grazie.