[Testo di E.Miramondi] 

[Foto di A.Roberto, E.Miramondi]

INCLUSIONE e DISABILITA’

Sui temi dell’inclusione mi viene in mente quanto già è in opera, sul territorio, da parte delle organizzazioni che a vario titolo si occupano di disabilità.

La disabilità è un territorio vasto che prende in esame molteplici aspetti del vivere comune, o meglio, delle difficoltà che si incontrano al normale vivere. Le barriere, quegl’impedimenti fisici o psichici che riducono se non addirittura annichiliscono completamente la voglia e la capacità di desiderare pari diritti di accesso ai sogni e alle lecite aspirazioni di una vita migliore.

La crescita di sensibilità sui temi della disabilità ha portato ad individuare e lavorare su fronti specifici.

Uno è sicuramente la comunicazione, attuando un diverso approccio alla disabilità non più sdoganata attraverso il preconcetto, il sentito dire,  ma lavorando su noi e le nostre coscienze affinché il sentito dire,  privo di fondamento, non sia più realtà. Comunicazione come mezzo per educarci ad un corretto rapporto con gli altri visti non come “poverini” o manchevoli di qualcosa ma individui tra gli individui, ognuno con la propria specificità nell’essere dare e ricevere.

Ed è in quest’approccio che va visto il tutto. Si pensi alle scoperte in campo medico, scientifico e tecnologico che in costante progresso, forniscono nuovi e più performanti strumenti  per rimuovere le barriere fisiche normalizzando di molto la percezione della qualità della vita. In pratica, fornito il giusto apporto, molte disabilità non appaiono più tali e una società migliore si dovrebbe attrezzare per ottemperare a queste necessità.

Non meno importanti sono le conquiste ottenute attraverso l’avvio di progetti pilota, come quelli legati dell’inserimento di personale con disabilità mentale nei luoghi di lavoro o inseriti in programmi di vita abitativa in quasi completa autonomia. Sicuramente grandissimi strumenti per l’inclusione e la crescita dell’autostima. Ma anche processi in cui l’inclusione nel tessuto sociale in modo attivo fa sì che una grande fetta di persone con disabilità non finisca in una terra di dimenticanza quando chi si occupa di loro non è più in grado di farlo. 

Poi, sempre trattando di inclusione, pensiamo all’Alzheimer, una malattia degenerativa che fa davvero paura e che condiziona in modo pesante sia la persona colpita che le persone attorno ad essa. Gli amici dell’Associazione Alzheimer Fest, hanno trasformato questo atto di vero dolore, tristezza e solitudine in un momento di “festa” organizzando imponenti manifestazioni dove, attraverso la partecipazione di esperti di varia provenienza, sono riusciti a fornire la corretta informazione sia alle famiglie interessate sia a chi era desideroso di conoscere, fornendo il punto sulla situazione sia sotto un profilo medico che sociale e terapeutico, non escludendo i malati di Alzheimer ma anzi ponendoli al centro dell’attenzione come parte della comunità e ospiti graditi della festa. In pratica hanno preso una condizione che fa paura a tutti, gli hanno dato un’anima e la forza della speranza attraverso una maggiore consapevolezza.

Ma cosa dire dello sport? Sulla capacità di aggregazione che esercita?

Sport per normodotati e diversamente abili, sono solo categorie a comparti stagni. Esistono sport che invece sono costruiti ad hoc per essere inclusivi. la  squadra stessa è composta di persone tutte a loro modo abili.

Uno di questi sport è il baskin ovvero il Basket inclusivo. Fantastico. Potrebbe essere uno straordinario spaccato di una società davvero inclusiva, dove ognuno opera e svolge i propri compiti con tutta la sua voglia di fare, mettendo in essere tutte le sue capacità ad appannaggio del risultato finale che è di tutta la squadra.

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