[di E. Miramondi]

Premiazione Lord Byron presso il carcere di Opera

[Carcere di Opera, premiazione concorso letterario Lord Byron – foto E. Miramondi]

Non c’è dubbio sulla grande mole di attività benefiche che ogni anno vengono erogate dal mondo dell’associazionismo.

Tra suoi molteplici ruoli ha anche quello di supportare, quanto di sempre meno viene erogato dagli enti preposti, appianando criticità nel tessuto sociale e coprendo inadempienze e servizi inesistenti che con l’abbassarsi del welfare stanno sempre più emergendo.

Presentazione X edizione Adotta l'orso.

[foto di E. Miramondi]

Nel DNA dell’associazionismo sano scorre la linfa vitale delle società libere che miscelano con straordinaria naturalezza etica, solidarietà e senso civico.

Tutto questo mantenendo forte e salda la propria identità e il proprio spirito critico.

Il loro operato copre tutti i settori del vivere umano ed è difficile farne un elenco per specificità.

Diversa cosa è invece stabilirne la portata e il grado di effettiva efficacia nel ruolo e nel fine che si pongono.

Penso a quelle organizzazioni che salvano esseri umani in mare, che aprono centri di eccellenza in luoghi tra i meno ospitali della terra ma anche chi distribuisce semplicemente pane e ricovero a chi ne ha bisogno o a quelle associazioni che aprono dibattiti, creano situazioni capaci di attivare il senso critico di una società molto spesso assopita se non addirittura prostrata, in stato profondamente comatoso.

Presentazione X edizione Adotta l'orso.

[foto di E. Miramondi]

Insomma, è stato scritto e ancora molto ci sarebbe da scrivere sul ruolo di quella vasta parte di società che compone il mondo associativo, ma scopo di questo scritto è cercare di porre in rilievo una peculiare forma di associazionismo, a vocazione culturale, che pur senza eccessivi clamori, operando in particolari ambiti della società, riesce a svolgere servizi essenziali di grande utilità ed efficacia.

Tra questi, vorrei citare l’Associazione Culturale Cisproject che da anni, con i suoi progetti, interviene in modo diretto su molti fronti operando in particolar modo sui temi del linguaggio che di fatto, descrivono e danno corpo alla realtà soggettiva che ci circonda.

Serata musiche e parole carcere di opera

[Dott.ssa Barbara Rossi, presidente Cisprojet. Foto di E.Miramondi]

Già avevamo scritto di loro e del progetto LLM, leggere libera-mente, presso il carcere di Opera di cui rimando all’articolo cliccando qui.

“Lavorare con le persone ospiti del carcere di opera, dimostrare loro che prima ogni altra considerazione, sono persone. Formare il gruppo dove sentirsi società in modo partecipato. Contare nel rispetto di chi ti circonda senza l’uso della forza, sentirsi utili. Dare corpo ad altre realtà, attraverso la lettura e la scrittura impiegati come strumento di conoscenza e acquisizione di nuovi modelli di vita a cui aderire”. e poi, ancora:

“Il carcere non è come spesso appare dall’esterno, un contenitore sigillato, avulso dalle tematiche che permeano la società, anzi.

Ed è proprio attraverso il confronto come pratica di crescita, nei laboratori seguiti dai detenuti, che emergono le numerose fragilità che investono la società nel suo complesso. Scoprire le proprie fragilità e confrontarle con quelle di altri. Un processo che allarga la consapevolezza ma anche la volontà di essere utile attraverso il proprio vissuto.

Incontro con LingiardiNascono così progetti che, originati in carcere, attraverso quel sottile file rouge che lega il mondo di dentro dalla libera società, questi diventano importanti punti di riferimento per approfondire tematiche o portarle alla ribalta nella vita fuori dal carcere. Come nel caso del progetto: “Adotta l’Orso” che è nato dall’analisi sul forte desiderio di alcuni detenuti di volersi auto-escludere dal mondo circostante per rinchiudersi in un mondo proprio, vivere questa condizione e poi scoprire che non si tratta solo di qualcosa che riguarda se stessi o il mondo carcerario. L’autoreclusione è una condizione che investe in modo trasversale tutta la società e il progetto “Adotta L’Orso” è divenuto strumento che alimenta il dibattito sulla conoscenza e la cura sia nel carcere che fuori.”

Sono parole espresse dalla dott.ssa Barbara Rossi, presidente nonché fondatrice dell’Associazione Culturale Cisproject.

Premio Lord Byron Carcere di Opera

[Laboratorio giornale di Opera. Foto E. Miramondi]

E l’operato va ben otre le aspettative se è riuscito nell’intento di creare un giornale interno al carcere, promuovere opere letterarie con tanto di premi, creare incontri/eventi culturali e molto altro ancora, anche attraverso l’aggregazione e il coordinamento con altre realtà che operano nel campo culturale e associativo.

Premio Lord Byron Carcere di Opera

[Premio Lord Byron Carcere di Opera foto di E. Miramondi]

E lo straordinario, palese, risultato sta che la stragrande maggioranza di chi ha partecipato ai loro laboratori, uscito dalla detenzione, non ha più ripreso a delinquere. Cosa estremamente rilevante!

Ma come già sopra espresso il suo operato non si limita al solo mondo carcerario, troviamo l’associazione impegnata anche in altri ambiti, là dove appaiono evidenti condizioni di criticità tra il mondo soggettivo vissuto dall’individuo e il mondo “esterno” che lo circonda. Come per la Hikikomori.

Mettere in luce i problemi, Connettersi con realtà che operano negli stessi ambiti, fornire aiuto e strumenti per operare.

Uno di questi è per l’appunto il concorso letterario “Adotta L’orso” che tratta del ritiro sociale volontario estremo, l’Hikikomori, che sta colpendo sempre più persone, di tutte le fasce d’età e condizione sociale ma in particolar modo i giovani. Qui il bando e la sua storia.

L’Associazione Culturale Cisproject è senza dubbio un elemento di eccellenza.